La biometria, che sia tramite impronta digitale o riconoscimento facciale, è stata uno strumento tradizionalmente utilizzato nel controllo orario, promettendo efficienza e una barriera contro le sostituzioni di persona. Tuttavia, la discussione attuale va oltre la mera tecnica, addentrandosi nel terreno legale e della fiducia: è davvero indispensabile elaborare dati biometrici per registrare l'orario di lavoro, o esistono alternative altrettanto efficaci e meno intrusive?